Le decorazioni interne risalgono ad un restauro effettuato, probabilmente, a partire dal 1751. Infatti è questa la data riportata nel cartiglio a sinistra dell'arco trionfale del presbiterio: "Anno a Nativitate Domini 1751". Il cartiglio simmetrico ad esso, poco leggibile, sembra riferirsi alla committenza e al realizzatore dei lavori (POPULO (?) ELEMOSINIS (?) RE(C)TÜ NICO / LAUS PALMIERO / CURAVIT. Dell'antica pavimentazione (ripristinata nel 1991 dai Giustiniani) restano tracce nelle cappella e ai margini della navata. Dalla destra dell'ingresso, nei vani tra le finestre sono raffigurate virtù ed "attributi" della santità: "Religio", "Charitas", "Meditatio", "Puritas", “verginità” (soggetto identificato non per il cartiglio, oramai illeggibile quanto per l’iconografia raffigurante una giovane donna che accarezza un unicorno accovacciato alla sua sinistra); "Umilitas", “Divina Sapientia", "Amor. C.a Dev.". Le dette figure sono in ricche cornici dipinte a doratura sul fondo di una prospettiva architettonica a trompe l'oil. La navata è coperta con una grande tela (visibili le cuciture) firmata da "Cosenza", raffigurante, tra un ricco apparato architettonico e decorativo (impostato su un sapiente gioco della prospettiva), "La Santissima Trinità che incorona Maria Assunta in cielo tra la gloria degli angeli".
L'interno è a navata unica, scandita da 4 arcate, alcune configurate come varchi per cappelle altre incornicianti altari. Sovrasta l'ingresso una bella cantoria lignea, poggiante su due pilastri, in legno dipinto e decorato. Sulla parete a sinistra dell'ingresso, in una nicchia con volta a rocaille, è il fonte battesimale in pietra calcarea, con una decorazione a petali stilizzati geometricamente sull'estradosso della vasca semisferica. Al primo altare destro è una tela raffigurante la "Madonna col Bambino ed i santi Giuseppe e Carlo Borromeo", databile alla metà del sec. XVIII. Il secondo varco da accesso ad un cappellina, suddivisa in due campate, coperte a crociera, successiva di mezzo secolo all'impianto generale della chiesa. Sul suo altare centrale è una tela "Madonna con Bambino, S: Francesco ed un santo Vescovo (S. Agostino), prima metà del sec. XVIII. L'ultima arcata a destra apre su una cappella sul cui altare è una "Madonna del Rosario con i Santi Rosa e Domenico", metà sec. XVIII. I "15 misteri del Rosario" circonda il soggetto principale. Da essa si ha accesso alla piccola sagrestia, voltata a padiglione, con un bel mobile in legno per arredi.
Il presbiterio, piuttosto sopralevato rispetto alla quota della navata, è anch'esso completamente decorato. Alle pareti destra e sinistra sono, rispettivamente, gli affreschi della "Adorazione dei Magi" e della "Presentazione al Tempio" (Natività di Maria), in ricche cornici aggettanti in stucco. Sull'altare maggiore una "Annunciazione", di fattura primo barocca attardata (metà sec. XVII). Al centro della cornice in stucco che la circonda è un cartiglio "ET VIRTUS ALTISSIMI OBUMBRAVIT TIBI" (Luca, vers. 35). La pianta quadrata del presbiterio è coperta da una finta cupola, molto ribassata, al cui centro è l’Assunzione di Maria. Nei pennacchi sono quattro figure allegoriche, esemplificate dai riferimenti della Sacra Scrittura. Da sinistra: 1) "Prudenza" (il cartiglio sottostante dice" Os meum loquetur sapientiam et meditatio cordis mei prudentiam (Psalm.48, vers 4)") ; 2) Clemenza, "Et lex clementie in lingua eius" (prov, cap.31); 3) "Abbondanza" (ET TIBI DEUS DE (.... ) ORE / COELI ET DE PINGUE / DINE TRAE~ ABUN / DANTIAM GRA (.....) TI ET VINI, Gen. 27, ver. 28).; 4) "Mansuetudine" (FIDI MANSUETUDINE OPERATIVA PERFICE, Eccl. 3, ver. 19).
Ai lati delle finestre sono i quattro evangelisti caratterizzati dei rispettivi animali; da sinistra S. Giovanni, S. Marco, S. Luca, S. Matteo (privo di simbolo).