Sarà perciò molto importante lo spirito che anima il gruppo liturgico. Esso deve essere caratterizzato da:
- Desiderio di una collaborazione fraterna in cui ciascuno dei componenti è al suo posto, secondo le sue competenze;
- preoccupazioni di percepire anche le attese dell’assemblea, o piuttosto tutte le sue voci, dal momento che l’assemblea è composta da soggetti plurimi.
Coloro che operano nel gruppo liturgico fanno dunque esperienza di chiesa, non già come una nuova aggregazione ecclesiale (gruppi, movimenti, associazioni), ma come una delle molte aree carismatiche potenzialmente presenti in ogni comunità e capaci di attivare mente e cuore per il raggiungimento di precisi obiettivi pastorali.
Compito fondamentale di un gruppo liturgico è di porsi al servizio dell’assemblea perché questa possa vivere con pienezza di partecipazione e di efficacia le azioni sacramentali.
Ogni ministero liturgico e perciò segno del servizio che il Signore stesso compie nell’assemblea perché essa diventi, in lui, il soggetto integrale di ogni celebrazione cristiana.
Così sarà indispensabile favorire le relazioni fraterne tra i presenti, promuovere l’esercizio di una ministerialità veramente competente e assicurare lo svolgimento fruttuoso dei segni sacramentali.
I compiti specifici di un gruppo liturgico si possono individuare in tre fasi:
- Prima della celebrazione, occorre esercitare una preparazione remota che tenga conto dei contenuti da celebrare, della situazione dell’assemblea che si raduna, dello spazio, dell’arredo e della loro organizzazione, della distribuzione dei compiti ministeriali, della disponibilità dei sussidi ecc. (fase della progettazione);
- Poco prima della celebrazione, bisogna assicurare una preparazione immediata, che accerta la predisposizione di ogni aspetto precedentemente programmato; non occorre strafare, ma piuttosto confermare (ed eventualmente calibrare) gli elementi già ordinati in un’accorta “regia” celebrativa, nella quale ciascuno è consapevole e preparato al proprio ruolo orante (fase della pianificazione);
- Dopo la celebrazione, è opportuno curare la valutazione pastorale, possibilmente obiettiva, di quanto si è fatto e di come, nel dettaglio e globalmente, si sia svolta la celebrazione liturgica, con specifica attenzione al raggiungimento degli obiettivi prefissati e all’ottenimento dell’efficacia per cui la chiesa celebra i sacramenti e i sacramentali (fase della verifica).
Il gruppo liturgico si fa dunque carico di seguire, in ogni sua fase, la vita celebrativa di una comunità, curando la propria formazione permanente e, nel contempo, l’educazione di tutti i fedeli alla preghiera ecclesiale. Il lavoro del gruppo risiede nella volontà di coordinare, far integrare e armonizzare l’attività di tutte le persone, le forze, le azioni e gli strumenti attivati direttamente o indirettamente nella ritualità cristiana,
Varia può e deve essere la possibile composizione del gruppo liturgico, a seconda dell’ambiente in cui sorge e in cui opera e anche delle particolari condizioni delle celebrazioni da animare.Nella maggior parte delle parrocchie, il gruppo liturgico si inserisce e collabora normalmente con altre analoghe formazioni o équipes pastorali (il gruppo degli evangelizzatori, il gruppo dei catechisti, il gruppo di animazione della caritas ecc.) e ne condivide gli obiettivi globali e il campo di applicazione.
Per le sue peculiari finalità e attività, il gruppo liturgico dovrebbe comunque comprendere coloro che agiscono per la liturgia sia al suo interno (presidenti, diaconi, lettori, cantori, salmista, ministranti, ecc.), che nelle altre fasi (ministro straordinario della comunione, sacrista, direttore e organista, catechista, tecnici ecc.).
Nelle piccole comunità, come la nostra, tutti i collaboratori ne fanno parte; nelle comunità medie e grandi, basteranno alcuni rappresentanti di ognuno dei ministeri esercitati, sempre con la presenza e la responsabilità del presbitero. Si può pensare, per alcuni collaboratori, come ad esempio il gruppo dei cantori, dei lettori o dei ministranti, a una presenza rappresentativa a rotazione. Nel corso del tempo, i componenti del gruppo potranno affinare conoscenze e sensibilità liturgiche e diventare non solo animatori dell’assemblea, ma anche testimoni della vita della fede nei vari ambienti di vita.